acquedotto galermi

galermi2Nel 480 a.C. Gelone tiranno di Siracusa e Terone tiranno di Agrigento, inflissero una sconfitta memorabile sotto le mura di Imera ai Cartaginesi di Amilcare.
Gelone sfruttò i Cartaginesi, vinti a Imera, impiegandoli nella costruzione dell’acquedotto Galermi.
L’acquedotto è costruito sul lato sinistro della Valle dell’Anapo, una piccola presa scavata a mano sul Calcinara, serve da invito all’acqua per l’ingresso nella condotta.
Il percorso, lungo circa 30 km, arriva a Siracusa dove in Viale Teracati si trova il bottino di carico.
Gli operai fecero un lavoro eccezionale pensando agli attrezzi di cui disponevano allora: accendevano dei fuochi dentro la condotta riscaldando la parte che doveva essere successivamente scavata, questa tecnica è detta “calcinamento”.
Le feritoie che si incontrano lungo il percorso servivano per il “troppo pieno”, per far respirare i prigionieri, per buttare i detriti di scavo e per orientare gli scavi stessi.
Un grosso problema per i progettisti fu quello della giusta pendenza dell’acquedotto, risolto in modo egregio sfruttando il principio dei vasi comunicanti; si scavarono, di tanto in tanto, dei sifoni e così si ottenne un buon risultato.
Sono trascorsi 2400 anni eppure l’acquedotto realizzato da Gelone funziona ancora.

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