il castello del principe anàktoron

anaktoronLa costruzione realizzata con grandi blocchi poligonali, in tecnica megalitica, ricorda in piccolo i palazzi del mondo miceneo. Esso dimostra che il potere doveva essere concentrato nelle mani di un re, o anax. Degli otto vani di cui è composta la porzione di edificio pervenutaci, il più grande e interessante è senza dubbio il vano che costituisce l’estremità sud-orientale dell’edificio, laddove inizia il pendio meridionale del pianoro. Tutto il vano era dotato di un rudimentale battuto di terra compattata mista a ceneri, paglia, ceramica ed ossa. Una porzione di circa mq. 2 di battuto era cosparsa di una gran quantità di cenere e carbone e, presentava la superficie molto indurita per l’azione del fuoco. Lì si rinvennero ben cinque forme di fusione o matrici in pietra, delle quali due erano destinate alla produzione d’asce. È da rilevare che, molto sintomaticamente, l’officina per la produzione degli oggetti metallici era allocata all’interno del palazzo e, quindi, sotto il vigile controllo del potere politico della città. Non riuscire a trovare resti d’altre abitazioni, indusse gli studiosi a supporre che queste fossero state realizzate in legname o in ogni caso in materiali leggeri.

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